22 Oct 2019 - 23 Oct 2019
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La nostra storia

Come si evince dal nome dell’Hotel Savoia & Jolanda, la famiglia reale italiana Savoia è indissolubilmente legata alla struttura fin dalle sue prime origini, a cui siamo riusciti a risalire grazie a diverse testimonianze raccolte nel corso degli anni. 

La prima prova dell’esistenza della struttura è una cartolina postale in bianco e nero risalante al 19° secolo, che ritrae l’allora hotel Bavaria e Savoia. L’hotel era stato così battezzato in onore dell’unione della Casa Savoia con il Ducato di Bavaria, suggellata due secoli addietro con il matrimonio tra la principessa Enrichetta Adelaide di Savoia e il duca Fernando. Il legame con la casa reale italiana è provato, inoltre, dalla presenza in Riva degli Schiavoni, a pochi metri dall’hotel stesso, del monumento equestre dedicato al re Vittorio Emanuele II, eretto per ricordare il decimo anniversario della sua morte ed inaugurato nel 1887 alla presenza del re Umberto I e della regina Margherita di Savoia. 

Come dimostra un’iconografia risalente agli anni della Belle Époque, ad opera dell’impresa Richter & C. produttrice di cartoline raffiguranti gli alberghi di lusso più importanti d’Italia, il nome dell’hotel è stato modificato in Savoia Hotel & Principessa Jolanda e successivamente in Hotel Savoia & Jolanda attorno agli anni ‘40. 

L’hotel conserva tutt’ora le sue origini, non solo attraverso il nome ma anche attraverso la presenza di quadri raffiguranti diverse principessa, tra cui la principessa Iolanda Margherita di Savoia a cui è stato dedicato l’annesso Ristorante Principessa. 

L’Hotel Savoia & Jolanda ha avuto la fortuna di ospitare nel corso degli anni diversi personaggi di spicco del panorama culturale mondiale, tra cui la celebre e iconica Peggy Guggeheim che soggiornò in una delle suite in occasione della XXIV Biennale Arte di Venezia del 1948. 

La mecenate d’arte più famosa di sempre fu ospite dell’hotel perché espose nel Padiglione della Grecia, allora dilaniata dalla guerra civile, una collezione non figurativa mai vista prima in Italia, con opere di Mondrian, Brancusi, Kandinsky, Ernst e Giacometti. Come scritto da Vittorio Carrain, segretario della Collezione Peggy Guggenheim dal 1948 al 1952, la Biennale del 1948 fu “come stappare una bottiglia di Champagne, un’esplosione d’arte moderna dopo il tentativo del Nazismo di ucciderla”. 

Il 2018 ha segnato il 70° anniversario dell’esposizione della collezione di Peggy Guggenheim ed è ricordato nell’esposizione d’arte della Biennale in corso quest’anno all’interno della sala del Padiglione Greco con una lettera dell’11 giugno 1948 indirizzata a Mrs. Peggy Guggenheim ospite in quei giorni dell’ ”Albergo Savoia e Yolanda”, come si legge dalla lettera stessa firmata dall’allora console greco in stanzia a Venezia Typalde Forestis. 

Visitando il museo Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, è inoltre possibile ammirare la foto di Peggy Guggenheim seduta sul balcone di una delle suite dell’Hotel Savoia & Jolanda mentre è intenta a scrivere a macchina in compagnia di uno dei suoi amati cagnolini. 


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